RECUPERO CREDITI

recupero crediti

Vuoi scoprire che cos’è il recupero crediti, quando puoi avvalerti di tale diritto e quali sono le procedure necessarie per metterlo in atto? 

Leggi l’articolo e scoprilo! 

Il credito: cosa è

Il credito è il diritto di un soggetto (creditore) di ottenere un importo di denaro da un altro soggetto (debitore). 

Tale diritto nasce da un’obbligazione, ovvero da un rapporto giuridico che si instaura tra due soggetti, es da un contratto. 

Ci possono essere diverse tipologie di crediti, in particolare:

  • commerciali: che derivano da rapporti tra persone fisiche e giuridiche, come la fornitura di merci e l’erogazione di servizi
  • finanziari: in riferimento a contratti stipulati con istituti di credito o società finanziarie, quindi inerenti a mutui, prestiti, leasing immobiliare, ecc
  • insoluti: legati a rapporti tra persone fisiche, per quanto riguarda i contratti di locazione, la compravendita di immobili, debiti verso la P.A ed enti di riscossione.

Nel momento in cui una delle due parti (debitore) viene meno all’impegno preso contrattualmente, l’altra parte (creditore) può agire per ottenere il pagamento di quanto dovuto.

Sei un creditore e vuoi recuperare la somma che ti aspetta?

Per poter iniziare la procedura per il recupero crediti, il credito deve essere:

Certo: il creditore deve essere in grado di provare l’esistenza del suo diritto e l’importo della somma dovuta, ad esempio una fattura, documentato da un contratto, un titolo, o una scrittura privata

Liquido: ovvero determinato nel suo ammontare o facilmente determinabile, anche attraverso un semplice calcolo matematico.

Esigibile: il termine previsto per il pagamento deve essere scaduto o, se il pagamento dipende da una condizione, questa deve essersi avverata, es la fattura scaduta.

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Che cos'è il recupero crediti

Il recupero del credito è l’insieme di tutte quelle attività dirette ad ottenere il pagamento del proprio credito da parte del debitore, qualora quest’ultimo non dovesse pagare nei tempi stabiliti.

Pertanto se il debitore non provvede spontaneamente al pagamento, il creditore deve sollecitare il pagamento, prima in via amichevole e successivamente in modo formale, anche tramite un legale.

Se neppure queste attività consentono di ottenere il pagamento spontaneo non resta che ricorrere al Giudice.

Facciamo un esempio.

Se un debitore non paga la fattura entro una certa data di scadenza, in questo caso prima di procedere con l’attività di recupero credito vera e propria, il creditore potrà sollecitare il debitore con una telefonata o con una lettera. Nel caso in cui né la telefonata, né la lettera sortiscono un effetto, allora si potrà rivolgere all’avvocato per la messa in mora e successivamente al Giudice.

Hai provato a sollecitare con le buone il tuo debitore, ma non intende restituire la somma che ti deve?

Inesigibilità del credito

Prima di procedere con la procedura per il recupero del credito bisogna però accertarsi che non sia divenuto inesigibile.

Ma cosa si intende per Inesigibilità del credito? Scopriamolo!

Un credito si definisce inesigibile quando è altamente improbabile che verrà pagato dal debitore.

Quindi, se hai un credito inesigibile, significa che non puoi più pretendere il pagamento da parte del tuo debitore.

L’inesigibilità del credito può dipendere da molti fattori, ad esempio:

  • il debitore è sottoposto a procedure concorsuali, ad esempio ad una procedura fallimentare oppure si sta cercando di raggiungere un accordo di ristrutturazione dei debiti;
  • in caso di comprovato stato di insolvenza, cioè quando il debitore si trova in una situazione di mancanza di liquidità che si protrae nel tempo, il debitore pluriprotestato, o non è stato possibile procedere legalmente perché è nullatenente;
  • quando il debitore è irreperibile e non è stato possibile notificare diffide o atti giudiziari;
  • per la prescrizione del credito, ciò quando è decorso il termine previsto dalla legge per far valere il proprio diritto.

Lo sai che il tuo credito può "scadere"? Non perdere altro tempo!

La prescrizione del credito

Che cosa è la prescrizione del credito?

Un credito è prescritto quando non può essere richiesto il pagamento, ovvero quando il debito non deve essere più pagato.

In questo caso il creditore non può quindi più chiedere il pagamento di quanto dovuto, neanche rivolgendosi al giudice.

Nei diritti patrimoniali, esiste un limite di prescrizione, ovvero un momento oltre il quale un determinato diritto si estingue.

L’ articolo 2934 del Codice Civile, stabilisce infatti che un diritto viene prescritto quando il titolare non lo esercita per un periodo di tempo determinato dalla legge; pertanto chi vanta un credito nei confronti di un altro soggetto perde il diritto di chiedere il pagamento se non lo richiede entro un determinato tempo.

Ecco perché, per non rischiare di perdere il proprio denaro in modo definitivo, bisogna esercitare il proprio diritto al pagamento per tempo, attraverso delle apposite attività di sollecito.

Termini di prescrizione del credito

Abbiamo parlato di recupero crediti e di prescrizione del credito.
Ma quali sono effettivamente i termini di prescrizione?

I termini di prescrizione non sono tutti uguali e variano a seconda della natura del credito.

La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma la legge prevede anche dei termini inferiori di 1, 2, 3 o 5 anni. Tali termine di prescrizione sono regalati dagli art 2946 c.c. e successivi.

Ti faccio degli esempi:

  • 5 anni per i crediti previdenziali, le somme dovute a titolo di affitto per la locazione di immobili, le somme di denaro dovute a titolo di risarcimento del danno (salvo che il danno derivi dall’inadempimento di un contratto nel qual caso il termine resta di dieci anni), i crediti derivanti dalla cessazione del rapporto di lavoro, gli interessi;
  • 3 anni per i diritti dei lavoratori e le retribuzioni per attività lavorativa di durata superiore ad un mese;
  • 2 anni per i crediti derivanti da sinistri stradali (esclusi i casi in cui ci sono delle lesioni fisiche), i crediti che derivano da contratti di assicurazione;
  • 1 anno per i diritti che derivano da contratti di spedizione, di trasporto, il diritto al

    pagamento delle rate dei premi assicurativi, i crediti dei commercianti per la merce venduta a privati, il credito del mediatore per la provvigione, rette scolastiche.

I termini di prescrizione possono essere interrotti, ovvero iniziano nuovamente a decorrere, ogni volta in cui il creditore esercita il suo diritto.

Si considerano «atti interruttivi della prescrizione»:

  • atti inviati dal creditore: la diffida, il sollecito di pagamento, la notifica di un atto di citazione o di un precetto. In ogni caso, la richiesta di pagamento deve essere sufficientemente specifica, tale cioè da indicare con esattezza l’entità del credito e la sua causa;
  • atti provenienti dal debitore: l’ammissione del debito, la richiesta di dilazione del pagamento, la richiesta di saldo e stralcio o di qualsiasi altro sconto o transazione, ecc.

Se muore il debitore prima che scada il debito, a risponderne sono i suoi eredi, a meno che abbiano rifiutato l’eredità.

 

Non lasciare scadere i termini per ottenere il tuo credito!

Gli interessi di Mora

Il mancato pagamento di un debito produce, a partire dalla scadenza e nel corso del tempo, degli interessi di mora.

Ma cosa sono questi interessi di mora?

Nel momento stesso in cui il credito diventa esigibile, cioè dal momento in cui posso chiedere il pagamento del mio credito, per ogni giorno di ritardo sarà possibile richiedere non soltanto il pagamento di quanto dovuto ma anche degli interessi stabiliti per legge.

La loro funzione è risarcitoria: lo scopo è infatti quello di risarcire il creditore per aver ricevuto il dovuto dopo la scadenza ed ha lo scopo di dissuadere il debitore dal ritardare il pagamento.

Il tasso degli interessi moratori può essere stabilito:

  • dalla legge (tasso legale)
  • dalle parti (tasso convenzionale)

Un tasso particolarmente vantaggioso è dovuto nel caso di ritardo nel pagamento delle transazioni commerciali, a tal proposito, si parla anche di interessi commerciali.

Vuoi ottenere i tuoi interessi di mora che ti spettano?

Procedura recupero crediti

La procedura del recupero crediti si divide in diverse fasi.

Possiamo infatti distinguere due tipologie di recupero crediti: stragiudiziale e giudiziale

Recupero stragiudiziale Sollecito di pagamento

Nella diffida verranno indicati:

  • il titolo (ovvero la fonte del proprio credito, riportando ad esempio gli estremi della fattura o del contratto)
  • l’importo esatto
  • il termine entro cui il debitore dovrà saldare il debito
  • l’indicazione che “in difetto di adempimento spontaneo il creditore si riserva di tutelarsi anche in sede giudiziale”.
  • la messa in mora

Il creditore per dimostrare l’invio del sollecito del pagamento e la sua ricezione da parte del debitore deve inviare la diffida tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite pec, se il destinatario è dotato di posta elettronica certificata.

Pertanto è sconsigliato effettuare la richiesta esclusivamente tramite posta elettronica ordinaria e tramite fax perché si tratta di strumenti che, anche in presenza di una conferma di lettura da parte del destinatario o di un rapporto di consegna positivo nel caso del fax, non forniscono la prova certa dell’avvenuta ricezione.

Trattativa: L’invio della diffida può far si che il debitore saldi subito il proprio debito o cerchi un accordo con il creditore. In quest’ultimo caso si apre la fase della trattativa in cui si cerca un punto di incontro tra le parti.

Accordo: In caso di esito positivo si redigerà un piano di rientro in cui si stabiliranno le varie fasi del pagamento e sarà sottoscritto dalle parti.

Il recupero crediti stragiudiziale ha comunque dei vantaggi rispetto al recupero giudiziale:

  • è più rapida
  • i costi per il creditore sono inferiori
  • se il sollecito va buon fine il creditore ottiene in tempi brevi il pagamento della somma dovuta.

Se l’invio della diffida, o se nella fase della trattativa non si raggiunge un accordo, bisognerà valutare la fase giudiziale del recupero crediti.

Di solito la fase del recupero credito inizia sempre bonariamente con la fase stragiudiziale, solo nel caso in cui questa non vada a buon fine allora si potrà intraprendere l’azione giudiziale.

In alcuni casi, comunque la via giudiziale può essere l’unica percorribile, se ad esempio è necessario evitare la prescrizione.

Vuoi iniziare la procedura di recupero crediti?

Recupero giudiziale

Se con il recupero extragiudiziale il creditore non è ancora riuscito ad ottenere la somma che gli spetta, è necessario attuare la fase giudiziale.

Tuttavia, prima di intraprendere il recupero giudiziale è bene valutare il patrimonio del debitore al fine di valutare se vi è la possibilità concreta di ottenere il pagamento del proprio credito.

Se infatti il debitore non risulta avere beni propri, un eventuale provvedimento di condanna del Giudice non porterebbe a nessun risultato concreto, non essendoci beni da pignorare in caso di mancato adempimento.

I requisiti vengono verificati in quella che prende il nome di verifica procedura giudiziale

In questa fase:

  • viene verificato lo stato patrimoniale del debitore
  • vengono stimati i costi della fase giudiziale
  • vengono stimati i tempi giudiziari.

Non sempre dall’analisi di questi fattori, è possibile poi procedere all’attività giudiziale.

Una volta che si è verificata la possibilità di procedere con l’attività giudiziale, avremo le successive fasi:

Procedura monitoria: scaduto il termine concesso al debitore nel sollecito di pagamento, si procede con il recupero giudiziale mediante la procedura monitoria, e la dove non è possibile, verrà instaurato un ordinario giudizio di cognizione.

Attraverso la procedura monitoria si ottiene un decreto ingiuntivo, è un provvedimento del Giudice che viene emesso in breve tempo, senza sentire il debitore, su richiesta scritta del creditore, il quale deve fornire una prova scritta del credito ad es. la fattura.

Hai provato in tutti i modi a recuperare il tuo credito senza ottenere nulla?

Procedura esecutiva

Una volta ottenuto il titolo esecutivo, si procede con la procedura esecutiva individuata a seconda dello stato patrimoniale del debitore.

L’ esecuzione può essere:

  1. mobiliare: in ad essere pignorato e poi venduto all’asta per soddisfarsi sul ricavato è un bene mobile di proprietà del debitore (ad esempio una vettura, dei mobili, degli elettrodomestici ecc…)
  2. immobiliare: nella quale ad essere pignorato e poi venduto all’asta per soddisfarsi sul ricavato è un bene immobile di proprietà del debitore (ad esempio una casa, un negozio, un terreno ecc…)
  3. di crediti presso terzi: nella quale il creditore chiede al giudice che gli venga assegnato un credito che il debitore vanta nei confronti di un terzo (si pensi all’ipotesi in cui il debitore vanti un credito nei confronti del proprio datore di lavoro, in questo caso il creditore può chiedere al Giudice che il datore di lavoro versi direttamente a lui, in tutto o in parte, le somme che dovrebbe pagare al debitore).

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Ho scritto anche altre guide relativo al recupero crediti condominiorecupero crediti per aziende, recupero crediti per istituiti bancari  e recupero crediti per privati.

Spero che questo articolo sul recupero crediti ti sia piaciuto.

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